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Advocacy Project Blogs - Lo Stato delle Case di Fuga?

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« One Person at a TimeThe Status of Safe Houses? »
06/29/07

Lo Stato delle Case di Fuga?

Posted By: michelle

Questo è un blog per rispondere ai blog di Jennifer Hollinger, un'altra stagista di AP che sta anche lavorando sul tema della tratta umana in Inghilterra ed Albania. Jennifer ha notato che nel rapporto “La Tratta delle Persone (rapporto TIP)” del 2007, compilato dal Dipartimento di Stato statunitense, si dice che l'Inghilterra dovrebbe aumentare "i posti di letto" per le vittime della tratta. L'esperienza di Jennifer in Inghilterra ha visto, infatti, che l’Inghilterra ha pochi posti nelle loro case di fuga per le vittime della tratta.

Nelle riunioni dove ho partecipato qui in Italia con Tampep, ho sentito diverse volte che molte delle case di fuga qui a Torino sono quasi vuote. Non posso dire se questo sia lo stesso in tutta Italia, dico solo che a Torino evidentemente non c'è una mancanza di posti. Guardando cosa dice il rapporto TIP del 2007 dell'Italia, non vediamo la stessa preoccupazione di aumentare i posti di letto. Cosa dice questo rapporto , ve lo dirò durante questa estate…

Esistono sia motivi politici e sia motivi più delicati per spiegare il perché di queste comunità quasi vuote, pronte per accogliere le ragazze in difficoltà. Sfortunatamente, non possiamo dire che la causa è una diminuzione delle vittime.

Innanzi tutto, dovrebbe essere chiarito che le comunità non sono tutte vuote – forse sono quasi vuote quelle che, nel passato, lavoravano con ragazze rumene. Meno ragazze provenienti dai nuovi stati membri dell'unione europea e dall'Est Europa entrano nelle comunità perché hanno adesso meno motivi per denunciare i loro trafficcanti. La Romania è diventata membro dell'UE quest'anno, il 1° gennaio 2007. Da allora, le vittime rumene della tratta non hanno più bisogno di un permesso di soggiorno per stare legalmente in Italia. Loro possono rimanere per 90 giorni, come ogni altro turista, e tornare a casa con i loro guadagni. Prima, una parte di ragazze rumene sceglievano di denunciare i loro trafficcanti, usando l’articolo 18 della legge sull’immigrazione del 1998, perché così facendo potevano ottenere il permesso di soggiorno. Con tale permesso, non erano più clandestine in Italia ed avrebbero potuto trovare un lavoro regolare. Adesso, non devono avere tutti questi documenti per stare regolarmente per brevi periodi.

Secondo UNA persona, anche ragazze non dei paesi membri dell'UE, come le nigeriane, hanno meno motivi per denunciare i loro trafficcanti e quindi di rifugiarsi presso le case di fuga. Si dice che le ragazze ed i ragazzi trafficati in Italia non sono così maltrattati come succedeva in passato. Forse prima, le ragazze ricevevano dalle loro Madam lo zero per cento o una piccola percentuale sui loro guadagni. Adesso, le ragazze potrebbero ricevere pressappocco il 40 per cento dei loro guadagni, sono picchiate di meno e non sono poi così maltrattate. Le Madam hanno diminuito la severità dello sfruttamento e le ragazze possono spendere più soldi per loro stesse. Le ragazze, o i ragazzi, preferiscono continuare a prostituirsi per le strade vista la mancanza di altri lavori, o fanno lavori pagati molto poco , come quelli per gli stranieri presenti irregolarmente in Italia. Essi hanno, dunque, meno motivi per denunciare i loro trafficcanti.

Cos'è successo? A Torino, la tratta delle persone è diventata, per ALCUNI, essenzialmente più democratica? Le Madam o i protettori, molto furbamente, hanno dato ai loro "cittadini" più scelta per evitare più ribellioni? Come in molti altri casi, l'economia comanda. Sembra che alcuni trafficanti hanno corretto i loro metodi di business per far filare tutto liscio.

Secondo una collega di Tampep, tuttavia, quest'ultima spiegazione è un po' generalizzata. Tampep, per esempio segue molte ragazze nigeriane che sta attualmente aiutando a fare denuncie e poi farle entrare in comunità. Tampep vede ancora molti casi tristi di sfruttamento abbastanza serio.

Allora, come è la situazione attuale? Faccio ancora sforzi per riuscire a capirla. Questa estate, il governo italiano sta varando una nuova legge sull'immigrazione. Insomma, alla fine, la situazione per le strade e nei tribunali forse sta cambiando... Vi faccio sapere tutti gli aggiornamenti!

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2 comments

Comment from: patrizia maione [Visitor] Email
ciao, sono la cognata di mauro pellerito, mi ha parlato del tuo lavoro. anche io al momento mi occupo di tratta gestendo insieme ad altri colleghi psicologi un servizio telefonico sottoforma di numero verde contro la tratta in italia. nella speranza che potremo un giorno conoscerci e trovare il modo di collaborare, ti auguro buon lavoro
13.07.07 @ 01:57
Comment from: Marisa Maione [Visitor] Email
apprezzo molto il tuo lavoro e ritengo che forse le persone come voi, dedite all'aiuto degli altri, con dedizione ed abnegazione, siano sempre poche. Ti auguro di avere sempre la possibilità di aiutare gli altri con l'amore dimostrato.
Ciao
17.07.07 @ 01:09

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Originally from Omaha, Nebraska and a big family of nine, Michelle has just graduated this May from Georgetown University's Edmund A. Walsh School of Foreign Service. She majored in science and technology in international affairs with a concentration in international health.

During college, Michelle participated in many social justice activities and groups, including the Georgetown-UNICEF club, Education Without Boundaries – Project Argentina, and Global Justice Now – the Student Campaign for Child Survival. Michelle loves language learning and has been studying Italian and Arabic for several years; she had the chance to practice these language skills as an intern at the US Embassy in Rome and while studying abroad at the American University of Cairo in Egypt.

Michelle’s interest and passion for studying migration and health issues began with her decision to write her senior honors thesis on the health statuses of Arab Muslim immigrants in Italy and their problems with accessing health care. Michelle feels called to help give women more choices and respect in today’s world by helping them gain more economic freedom and experience less fear of violence and exploitation.

This year, Michelle will work as an Advocacy Project (AP) Peace Fellow. AP is sending her to work with its partner organization, Transnational AIDS Prevention among Migrant Prostitutes in Europe Project (TAMPEP) in Turin, Italy. TAMPEP works to prevent and protect victims of human trafficking. Michelle will support the NGO in its efforts to identify and reach out to trafficked women and children, and to provide comprehensive services and safe alternatives. The goal is to eradicate violent and sexual exploitation of women and children.

Michelle’s objectives are to assist TAMPEP in its efforts to gather, organize and distribute information, in addition to participating in the organization’s everyday work with the trafficked women in order to gain a more local, on-the-ground perspective of the highly complex human rights issue of trafficking.

Through outreach efforts, both while in Italy and upon return to Washington, DC, Michelle will advocate for TAMPEP and spread awareness about its work and about trafficking in general, focusing on current efforts against trafficking in the US, Europe and Africa.

I would like to give special thanks to the sponsor of my fellowship, Irene Crowe, and many thanks to everyone else that has helped me get to Italy!

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